[THE ORIGINALS] – 4X04 – “KEEPERS OF THE HOUSE”: IL RECAP

TOCarissimi! Eccomi qui a commentare il quarto episodio di questa MERAVIGLIOSA stagione, iniziata col botto e che si sta confermando davvero una perla sia per la storia che, come al solito, per l’interpretazione. L’episodio si intitola “Keepers of the house“, guarda caso il titolo di una novella della metà del novecento circa, in cui la trama ci ricorda molto la Storia sia della nostra Famiglia di Originari che, in un certo senso, di Marcel. Mi spiego meglio.

La novella “Keepers of the House” parla di una famiglia che si stabilisce su di una collina e abita per sette generazioni nella stessa casa, creando attorno a sè (gestendola) una comunità e mostrando come cambiano nel corso del tempo non solo le usanze, ma anche i valori. Non vi sembra in qualche modo un richiamo (all’opposto) al discorso (bellissimo) che Klaus fa a Hope?

Quanta poesia in queste parole, come solo Klaus (quando vuole) sa fare. “It’s people who are best suited to fill our hearts“: non conta il posto, ma le persone che fanno parte delle nostre vite, e di noi. E allora potresti anche essere in una topaia, come definisce Klaus la mansion Mikaelsons ormai in decadenza, ma alla fine è ancora la tua casa, perché ci sono LE PERSONE CHE CONTANO. Cosa c’entra con la storia del libro? C’entra perché di fatto quella famiglia avrebbe potuto andare ovunque, la cosa importante non erano le mura di casa, ma le persone che componevano la famiglia; in più, permettetemelo, c’è una sorta di paragone con la storia dei Mikaelsons che, arrivati a Nola, hanno ricreato qui il loro mondo, la loro comunità, una comunità a cui erano a capo ovviamente (Klaus the KING) e che poi hanno dovuto abbandonare. Per scoprire, ai giorni nostri, appunto che è la Famiglia il Potere, non una città.

E lo stesso dicasi per Marcel: nel suo discorso dinnanzi alle streghe si prodiga per sottolineare il fatto che grazie a lui hanno vissuto in pace per 5 anni e che adesso però i loro problemi lo stanno intaccando. Marcel è così attaccato a Nola, alla sua città…Oh Marcel, quando sei diventato così cieco?!? Marcel è un leader senza team, non c’è nessuno nè sotto nè accanto a lui, perfino Vincent in fin dei conti non lo considera che un alleato forzato, un mezzo per i suoi scopi (la pace di New Orleans). Non ha NESSUNO. E questo è davvero triste perché in questi 5 anni ha costruito  il NULLA, un regno vuoto, in cui è riuscito a inimicarsi tutti gli esponenti del soprannaturale (streghe, licantropi e vampiri, sì anche i vampiri perché di fatto stanno con lui solo per PAURA).

Eppure dai suoi battibecchi con la Famiglia, in particolare con Klaus si vede benissimo il contrasto tra un Figlio e suo Padre, figlio che non fa altro che dimostrare a suo padre di essere cresciuto, di essere un UOMO, di volere, di pretendere la sua indipendenza. E Klaus lo sa, sa di dover riconoscere a Marcel quello che gli spetta, e in qualche modo lo accetta, non perché è un essere più forte di lui, voglio dire, Klaus è Klaus, non lo batterà forse in forza ma in strategia sicuramente, ma perché lo vede, lo riconosce come suo figlio.  “Io vedo solo un principe petulante“, questo dice Klaus a Marcel quando questi si atteggia da Re che vuole risolvere i problemi nella sua città, un principe per sottolineare il più basso grado rispetto a se stesso (Klaus è il Re, perché insomma, Klaus ha mille anni di Potere alle spalle, Marcel solo 5!), ma anche per definirlo come figlio, per rapporto di parentela.

Mi piace molto la loro dinamica, i loro battibecchi, perché sappiamo tutti che Klaus non farebbe mai del male (veramente) a Marcellus, l’ha voluto lui con sè, nella Famiglia, e sì, forse nessuno dei Mikaelsons l’ha considerato davvero un Mikaelsons, ma per Klaus lui è importante, lui è come un figlio, non meno importante di Hope. E Klaus sa di non essersi comportato nel migliore dei modi, di aver spesso esagerato e sbagliato, e quindi vede Hope come una possibilità di riscatto, come la sua possibilità di essere un EROE.

E Marcel la vuole questa Famiglia, lo dimostrano anche le parole che dice a Hayley, che Hope non deve avere paura di lui, perché in fondo per lui lei è come una sorella. Lui lo crede davvero.

Ve lo devo dire, mi ha fatto un po’ specie, in una delle scene iniziali, vedere Klaus inerme dinnanzi alla caduta dei corvi morti in cerchio, attorno a Hope: qualunque genitore si sarebbe SUBITO fiondato ad abbracciare il proprio figlio, perfino Hayley ci mette un po’ troppo tempo secondo me..e Hope è rimasta lì agghiacciata, spaventatissima in mezzo a una cosa che nessuno sapeva spiegare, per una bambina, anche se una Mikaelsons, non deve essere stato piacevole. Insomma Klaus, in mezzo secondo potevi essere lì accanto a lei e invece ti sei pietrificato con una faccia da ebete: MA PERCHE’?!?!?. Questa scena comunque ci riporta al poster di questa quarta stagione:

Evil walks with us…always and forever“, il male cammina con noi, sempre e per sempre. Quel “Always and forever” richiama molto alla frase topica dei nostri Originari, alla loro promessa l’un l’altro. E qui viene accostata al male che aleggia da sempre e per sempre nel mondo. Inquietante. Mi fa anche strano vedere accoppiata quella frase, che appartiene agli Originari, al “male”, perché di fatto davvero loro sono da sempre “i buoni”, o se non vogliamo vederli nella classica definizione di buoni, possiamo definirli come quelli che spesso e volentieri risolvono i casini (che altrettanto spesso e volentieri arrivano per colpa loro in effetti…). E allora mi chiedevo se non fossero loro il male che cammina con noi…In realtà quello che questa stagione ci sta mostrando una forza oscura, con una setta che la venera, che si sta approcciando al nostro mondo, una magia Oscura, antica, potente, richiamata (come abbiamo visto) a suo tempo da Vincent per ridare alle streghe (e non solo a loro) il loro posto in città, la loro libertà, ma che non ha nulla di positivo, anzi. E infatti quello che vediamo è che non sono solo le streghe a essere seguaci di questa magia, ma anche i licantropi e gli uomini, in cerca di una via di uscita, di una Speranza. E non credo sia un caso che al centro del cerchio ci sia Hope, lei che consiglia al padre di non guardare la luce azzurra, il Fifolet  o Feu De Follet, come lo definisce Vincent, perché rappresenta la strada che porta alla perdizione. Che porta verso the Hollow, il Vuoto.

Che sia Hope, la bimba, la vera Speranza di combattere e vincere contro the Hollow? Io credo di sì, Hope gioca un ruolo cruciale in questa storia, fin dall’inizio ci hanno presentato questa bambina come una strega potente eppure, finora, non abbiamo ancora visto i suoi reali poteri. E in effetti, in questo episodio non sono solo le parole di Klaus a dare forza a Hope, quando le dice che dentro di lei batte il cuore di una guerriera, ma è anche lei che, una volta tolto il bracciale acchiappa magia di Davina, riesce a staccarsi dall’influenza del Vuoto. Hope ha molto da dare, e l’ha dimostrato anche con le sue doti di sensitiva: è lei a dire a Klaus di non guardare le luci azzurre, sempre lei sente gli altri bambini, la loro sofferenza e ancora lei nelle scorse puntate, durante la scomparsa dei bambini, ha iniziato a disegnare huroboro come se piovessero, presagendo quello che era in arrivo. Io credo che Hope sia l’antitesi del Vuoto, non so come, ma sono convinta che lei sia la chiave di volta per arginarlo e sconfiggerlo. E allo stesso modo credo anche che non sia un caso il fatto che, dopo il rito sacrificale, questo spirito si sia impossessato, o comunque abbia scelto, di Klaus e Marcel. Scelta davvero molto interessante!

Sono sincera, mi ha lasciata un po’ così tutta la storia della licantropa Lara: vero che i licantropi hanno bisogno di un alfa, però insomma…ci deve essere qualcosa d’altro sotto, qualcosa che ovviamente non riesco a immaginare! E poi dai, ancora a parlare di Bestia?!?Tutta la scorsa stagione c’è stata la profezia con l’arrivo della Bestia, quest’anno vorrei vedere qualcosa di diverso, qualcosa di MAGICO e IMPALPABILE quasi…qualcosa di etereo..come se la magia volesse ristabilire l’ordine delle cose…

Tornando al poster, vediamo in mezzo alla palude un Fifolet, ovvero quella luce azzurra, che sembra attrarre Hope. Che cosa ci rappresenta tutto questo? Difficile dirlo con esattezza, abbiamo un po’ di indizi, vediamoli insieme:

  1. il nome, The Hollow, il vuoto;
  2. il simbolo dell’Uroboro;
  3. i Fifolet;
  4. il freddo che sentono i bambini;
  5. Lara (la licantropa) che avvisa dell’arrivo della Bestia, la più potente creatura di tutte;
  6. il rito sacrificale con il suo epilogo.

If you follow the Fifolet, you just may disappear“, se segui il fifolet potresti semplicemente scomparire. I Fifolet nel folclore sudamericano sono una sorta di fuoco fatuo, delle luci azzurre mobili che ti possono condurre verso l’ignoto. Verso il Vuoto. E il tutto mi ricorda davvero tantissimo “La Storia Infinita”. Avete presente Atreiu e la sua estenuante lotta contro il Nulla? Il Nulla in Fantasìa nasceva dalla mancanza dei sogni, dal fatto che i bambini non credevano più nella fantasia, nella magia dell’ingenuità e quindi questo mondo fatto di storie si stava sgretolando, perché il Nulla stava prendendo il posto dei sogni. E da come parla il detective Kinney sembra quasi che il Vuoto sia la risposta a tutta la negatività presente in Nola, quell’entità pronta a ristabilire gli equilibri e far tornare il bene…eppure è inquietante quello che Vincent dice a Elijah, “Quella cosa ha preso tutto ciò che di oscuro e contorto e l’ha usato contro di me” perché è esattamente quello che farebbe con Elijah, e di chiunque si impossessi. Cosa succederà a Marcel e Klaus? Klaus riuscirà a essere abbastanza forte da resistere? Per se stesso, perché da lui ci possiamo aspettare grandi cose o anche solo per amore di sua figlia? E quello che dice Vincent sul Vuoto acquista significato anche nelle parole di Kinney, il quale dice che per far tornare la giustizia a Nola è necessaria solo una sua azione cattiva…TERRIBILE. Davvero una frase così è terribile, perché come si può legittimare un’azione cattiva, per fare del bene?!? Non ha alcun senso, razionalmente non c’è alcun senso. Io ve lo dico, onestamente non capisco l’avvicinamento di Kinney al Vuoto, va bene che la morte di Cami l’avrà sconvolto, però mi sembra manchino dei pezzi…ci sono meno puntate è vero, però per quanto mi riguarda Kinney potevano lasciarlo fuori trama dalla puntata della scorsa stagione in cui Klaus lo aiuta ad andare avanti, uscendo dalla compulsione di Lucien…e invece no, doveva rapire i bambini e essere la vittima sacrificale del Vuoto solo perché…beh, perché Vincent teneva a lui…mah!

In mezzo a tutto questo mi sono piaciute molto le scene di Elijah con Vincent, hanno una bella chimica questi due, ed Elijah in questa puntata ha mostrato tutto il suo carisma e la sua pacata ferocia: Elijah non è irruento, è sempre molto calmo, ma la sua calma trasuda oltre che controllo anche una ferocia letale. E’ davvero un Signore.

Già, perché Elijah sacrificherebbe anche se stesso per il bene della sua Famiglia, e in effetti è quello che fa per completare il sacrificio. Lui farebbe qualsiasi cosa fosse necessaria. Eppure è Hayley a dirgli che questo loro modo di comportarsi, di vedersi al di sopra di tutti e di tutto deve finire, anche se mi chiedo quanto possa essere difficile sacrificare i propri figli per una causa più grande…un conto è decidere CONSAPEVOLMENTE DELLA PROPRIA VITA, un altro e decidere di lasciar andare i propri figli. Credo che nessun genitore ne sarebbe capace.

Mi chiedo se le parole di Vincent, quando dice a Elijah che il Vuoto userebbe contro di lui quello che si porta dentro possano farci pensare a quanto visto nella seconda stagione, quando nell’episodio ” The red door”, ci hanno mostrato i pensieri più nascosti di Elijah, la sua mania del controllo, le radici del suo essere così elegante (d’animo non di movenze). Chissà se c’è un certo legame…

Infine abbiamo Freya e la licantropa…a parte il fatto che mi è già partita la ship abbestia…

Mi piacciono un casino, aiutatemi. Freya sta lentamente scoprendo dei nuovi sentimenti, sta imparando a fidarsi anche di altre persone, questa licantropa si sta ritagliando un posto nel suo cuore, tra le persone a cui lei tiene. E Freya sembra davvero una bambina alle prese con nuove esperienze…

Per quanto riguarda la loro storia, la ricerca di una cura “biologica” al potere di Marcel, mi sembra interessante anche se non capisco ancora il nesso, il link tra questa e la storia principale, ovvero quella del Vuoto, che ruolo ha Marcel in tutto questo? Certo è che mi sembra allucinante che Marcel tenga in cassaforte il suo stesso veleno..che se ne fa esattamente?!? Mah…

Cos’altro vi devo dire…questa puntata è stata davvero intensa, mi stanno piacendo tutti, Hayley davvero è cresciuta un sacco, molto più letale ma sempre con una forte componente di umanità e compassione, se penso che all’inizio non la sopportavo e adesso invece la trovo fantastica…ne ha fatta di strada! Certo, il suo discorso a Lara mi ha lasciata un po’ “meh” perché insomma, il fatto che sei mamma non può essere la giustificazione per tutto, hai scelto gli Originari al tuo branco, sii onesta e ammettilo, non nasconderti dietro a Hope.

Hope, chiudo con lei perché davvero, l’attrice che la interpreta, seppur così piccola, ha un’espressività pazzesca, la scena di lei, in sogno, che cammina scalza per casa, è a tratti bellissima e inquietante: chi andrebbe in giro da sola lì dentro?!?  E lei lo fa, sicura di sè, tranquilla, mentre si mangia quel bignè che il suo papà le ha garantito… per poi scoprire che proprio il suo papà non l’ha ascoltata e ha guardato la luce blu, e capisce che adesso il Vuoto è in mezzo a loro…PAURA!

E adesso Klaus e Marcel sono posseduti…cosa succederà?

Vi aspetto al prossimo commento!

Articolo originale a cura di Gnappies del TVDItalia

 

 

 

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    Una risposta a [THE ORIGINALS] – 4X04 – “KEEPERS OF THE HOUSE”: IL RECAP

    1. Sam80 Sam80 scrive:

      Eccomi!
      Finalmente ho letto.

      Bellissimo recap, molto interessante e, come sempre, con profonde riflessioni.

      Ho alcune considerazioni da fare: innanzi tutto, il BELLISSIMO discorso di Klaus a Hope, con il quale tu hai aperto il recap, rimanda al discorso che fece Elijah proprio a Klaus nel backdoor pilot, a quella lezione che il fratello maggiore cercò di impartire al minore, al buonsenso che cercò di instillargli, ovvero “Family is power, Niklaus”.
      All’epoca Klaus rifiutò questa verità e ha continuato a rifiutarla anche dopo, ma finalmente l’ha imparata.
      E, ancora una volta, questo è un altro tassello dell’evoluzione di Klaus come personaggio. Una bellissima evoluzione.
      Ed Elijah in questo episodio è stato ancora una volta magnifico, soprattutto nel suo “piccolo monologo” con Vincent, in chiesa. Che parte splendida. E’ fantastico come i due si confrontino e si tengano testa l’un l’altro, davvero una bella dinamica.
      Poi, va bé, si è sacrificato per tutti, anche per i bambini…

      In secondo luogo, Marcel: beh, veramente Marcel è stato al comando della città per più di cento anni, da quando gli Originari scapparono da New Orleans, fino a quando sono tornati, e poi negli ultimi cinque (quando di nuovo gli Originari sono scappati… ed è interessante notare che entrambe le volte c’era lo zampino di Marcel, non solo la seconda, quest’ultima, ma anche la prima). Quindi Marcel, pur non avendo l’esperienza di Klaus, non ne è proprio privo.
      Inoltre, i Vampiri nopn stanno con lui per paura si è visto chiaramente nel primo episodio di questa quarta stagione. Come nel secolo passato, stanno con lui perché è un leader che li protegge. Adesso ancora di più.
      Ovviamente, tutti gli altri non condividono tali sentimenti, perché per cento anni Licantropi e Streghe sono stati in qualche modo perseguitati dai Vampiri, di cui Marcel era il capo e non dimenticano.

      Su Will: dall’episodio emerge che lui sia arrivato a New Orleans già a conoscenza e/o in contatto con tale pratica magica. E in effetti avrebbe anche senso, perché lui dopo il soggiogamento di Klaus non avrebbe dovuto ricordare nulla e dunque, allo stesso modo, tenersi ben lontano dalla magia e invece… Inoltre, Will recita una formula che ha effetto, ma se fosse solo un comune essere umano non dovrebbe accadere, quindi sembra che in qualche modo abbia qualche potere… il che potrebbe significare che il soggiogamento non aveva avuto effetto e lui mentiva.
      In ogni caso è un peccato che abbiano pochi episodi e non abbiano potuto spiegare e dare più spazio a questa svolta narrativa.

      Sull’Ombra e ciò che la riguarda: bestia non è inteso nel senso della Profezia della S3. Quella era una cosa fisica, materiale. Qui il termine è una semplice metafora, per indicare un qualcosa di più potente, pericoloso e terrificante anche di Marcel, che al momento è il “mostro” supremo. Ed è una metafora riferita a un essere magico. E infatti COSA ha creato gli Originari, quindi tutti i Vampiri? Cosa ha creato i Lupi Mannari? Cosa ha creato anche le dimensioni post mortem? Cosa ha creato Marcel come è ora? La Magia.
      The Vampire Diaries e, quindi, The Originals sono storie di Magia, fondamentalmente, poiché la Magia ha creato TUTTO, come affermato anche nella 4×04 di TVD.
      La Magia è LA FONTE e alla Magia bisognava tornare, perché è l’unica cosa che può distruggerli tutti ed è l’unica cosa più potente di tutti loro. E infatti siamo alla Magia.
      Il fatto è che la Magia non è solo Bianca. Ci sono entità magiche che sono malvagie ed ecco a cosa ci si trova davanti.
      Hollow non vuol dire solo vuoto: vuol dire anche cupo ed è sinonimo di “dark”, in tal senso. E, in verità, questi sono due dei suoi significati come aggettivi. Ma in The Originals non è un aggettivo, è un SOSTANTIVO. E come sostantivo Hollow significa antro, cavità. Un antro, una cavità, per forza di cose sono buie ed ecco perché è stato tradotto come Ombra, poiché, come entità, è un antro oscuro nel senso di malvagio. E infatti, una volta entrati nel cerchio del rituale sacrificale (quindi “Magia Nera”), Klaus e Marcel sono stati trasportati un un altro luogo, IN UN ANTRO fuori dalla dimensione della realtà. NELL’ANTRO DELL’ENTITA’.
      A me non ricorda il Nulla de La Storia Infinita, proprio perché il Nulla era un fenomeno scaturente dal fatto che non si credeva più nella fantasia. Era come un uragano che stava distruggendo il Regno di Fantasìa perché nessuno credeva più nella fantasia, era, per l’appunto, una sorta di “calamità naturale”.
      Qui siamo dinanzi a un’Entità che ha uno scopo preciso, che vuole, che agisce di sua iniziativa, che dà ordini. Un essere senziente, per l’appunto, cosa totalmente diversa dal Nulla, opposta a essa.
      E’ un’Entità malvagia, e infatti la testa appesa nel cerchio, che doveva simboleggiarla, sembrava sì una testa allungata come quella di un drago (cosa che rimanderebbe all’Uroboro), ma aveva anche LE CORNA. Arrotolate, simili a quelle di un montone. E nella mitologia, in religione, un tale simbolo è legato al Signore dei Demoni, all’essere che è l’incarnazione del Male. Pertanto, sembra che gli autori vogliano interpretare tutto ciò adattandolo alle esigenze della loro storia.

      Inoltre, ho trovato molto interessante l’amuleto dato a Will, di cui sto cercando immagini, non solo perché l’amuleto di per se stesso è stato mostrato così potente da stendere anche Marcel (ed ecco che si torna alla magia più potente di tutto e tutti, anche del “mostro supremo”), ma anche perché la Runa incisa su esso aveva una forma troppo familiare.

      In ogni caso, episodio stupendo. E quanto è stato bello e d’effetto il finale? E la canzone utilizzata? Fantastica.

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