[THE ORIGINALS] 4×05 “I HEAR YOU KNOCKING”: IL RECAP

Pr70KjRHE siamo giunti al quinto episodio di questa quarta stagione di “The Originals”. Avendone solo tredici, improvvisamente la stagione sembra correre un po’ troppo.
Non male, dunque, che questa settimana lo show sia in pausa, così abbiamo la possibilità di allungare un poco il periodo in compagnia dei nostri Originari.
Questo quinto episodio, “I Hear You Knocking”, è davvero avvincente e interessante. Le riflessioni da fare in merito sono parecchie, anche grazie al bel colpo di scena che chiude la puntata.

 

Arrivo un po’ in  ritardo questa settimana, ma tra la Pasqua e qualche acciacco non c’è stato modo di far prima. Meno male che c’è una settimana di pausa! Almeno intratteniamo nell’attesa con l’analisi dell’episodio.
Non perdiamo tempo, dunque.

INIZIO

L’episodio si apre con un flashback. Una cosa a cui siamo abituati, proprio grazie a “The Vampire Diaries”, prima, e “The Originals” in questi ultimi anni.
Quindi un qualcosa di familiare e amato, per noi.
Un bel flashback, con il tocco di Klaus che usa delle more per creare un colorante, un delicato modo di farci capire che il suo amore per l’espressività artistica è ben più radicato e primordiale di quanto si potesse immaginare.

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Per quanto riguarda Mikael, bisogna dire che è già da un po’ di tempo che, per esigenze narrative, gli autori hanno un po’ esagerato con il suo personaggio. All’inizio, in “The Vampire Diaries”, lo avevano descritto in modo diverso, soprattutto quando i figli erano giovani.
Elijah aveva detto a Elena che la sua famiglia era molto unita; Mikael, nella 3×09 di “The Vampire Diaries”, “Homecoming”, aveva guardato Rebekah con immenso struggimento e le aveva detto che lui non aveva mai avuto intenzione di far del male a lei o agli altri, ma che dava la caccia a Klaus perché aveva ucciso Esther. Poi lo abbiamo visto “impazzire” dalla rabbia per il rifiuto ricevuto da Elijah, che gli ha preferito Klaus, ma spesso lo abbiamo visto essere verbalmente violento con gli altri figli anche nel passato. Il che contrasta con quanto ci era stato detto.
Nonostante questo andamento un po’ altalenante e a volte contraddittorio, è sempre un piacere rivedere Sebastian Roché e questa sua incarnazione dell’Ombra è particolarmente apprezzabile.

KLAUS E MARCEL vs L’OMBRA

Sia contro Marcel che contro Klaus, l’Ombra usa le paure di questi esseri immortali per ottenere ciò che ha sempre voluto: il sacrificio di sangue atto a permetterle di divenire presenza fisica nel mondo.
Partiamo da Marcel.
E’ stato subito ovvio che quell’Elijah non fosse il vero, non solo per l’elevata intelligenza e saggezza di Elijah che eviterebbero di farlo andare da Marcel se non strettamente necessario, ma anche perché quello con Marcel ha delle occhiaie che il vero non ha. Tuttavia, impossibile non notare che, per quanto finto, questo Elijah è sinistramente splendido con queli occhi azzurri che si accendono e illuminano.

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“The spirit I have seen
May be the Devil, and the Devil hath power
T’ assume a pleasing shape.”

I versi recitati da Elijah-Ombra provengono dalla tragedia di Shakespeare “Amleto” (atto secondo, scena seconda). Una scelta fantastica che ancora una volta, come già avvenuto in passato, sottolinea la ricercatezza e la raffinatezza del lavoro di narrazione, presente in tutte le stagioni dello show. Due semplici esempi ne sono “Fuit Of The Poisoned Tree”, sesto episodio della prima stagione, e, prima di esso, lo splendido “Tungled Up In Blue”, il terzo, che rimandava sempre a Shakespeare con la festa in maschera che ricordava quella presente in “Romeo+Giulietta” di Baz Luhrmann e la tragedia “Otello”.
Quindi, ecco il riferimento che si attendeva: l’Ombra suggerisce sottilmente di poter essere considerata una sorta di “Diavolo” che, come vediamo, è in grado di assumere diverse forme, palesarsi contemporaneamente in numerosi e differenti modi, nonché luoghi.
E con l’aspetto di Elijah, l’Ombra ha fornito una perfetta descrizione di tutti questi personaggi, dagli Originari a Marcel: “Immortali tiranni”. Noi possiamo amarli per la bellezza della storia in se stessa, ma è questo che sono.

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Il piano di Klaus, padre preoccupato per la propria bambina, che vediamo voler sfruttare la debolezza di essere mentalmente esposto all’Ombra per farla divenire punto di forza e carpire informazioni, è interessante, e lui coraggioso, e Klaus fronteggia bene l’Ombra, sino a quando quest’ultima lo sconvolge facendogli vedere Freya a terra e, dunque, le vittime innocenti cadute a causa delle illusioni create da questa entità malvagia.
A tal proposito, è particolare vedere Klaus atterrito dall’aver ucciso persone innocenti, così come lo è vedere un vampiro, un Originario, rifugiarsi in chiesa. C’è della sottile ironia in tutto ciò, ma allo stesso modo anche un qualcosa di poetico.

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L’Ombra ricorda Silas, proprio grazie alle illusioni, al suo modo di manifestarsi sotto mentite spoglie, alla capacità di condizionare la mente anche delle creature più potenti facendo credere loro di essere ferite e di provare dolore, tuttavia appare anche più sinistra, spaventosa e pericolosa di Silas (che, diciamolo, era stato un’ottima idea ed era stato presentato molto bene come personaggio – persino Kol ne aveva paura, un Originario –, ma è stato poi sfruttato davvero male… magari questo è un secondo tentativo per fare finalmente un buon lavoro su un’idea che è davvero molto interessante).
La frase che pronuncia, “Or I’ll kill you and everyone you love”, ricorda la frase che era il motto di Klaus, ovvero “Or I’ll kill you and everyone you’ve ever met”.
Come un “vero demone”, l’Ombra sfrutta le paure di Klaus e Marcel per ottenere ciò che vuole e in questo modo crea un bellissimo parallelismo tra i due: per Klaus si presenta sotto forma di Mikael, l’unico padre che l’Originario abbia mai conosciuto per quasi tutti i mille e più anni della sua vita (fino a quando, per poco, non ha potuto conoscere colui che davvero era suo padre), che fino alla trasformazione ha creduto il suo vero padre e del quale aveva paura; con Marcel, l’entità appare prima come Elijah, poi come Klaus, ovvero le due figure paterne di Marcel, che egli amava, di cui si fidava e che lo hanno tradito.
Elijah a parte, pertanto, abbiamo Mikael-Klaus / Klaus-Marcel. Padri e figli. Padri che hanno forgiato e tormentato i figli.
In particolare, la scena che riguarda Marcel è davvero bellissima, per l’appunto molto shakespeariana.

ELIJAH, HAYLEY E HOPE

La battuta di Elijah sull’abbigliamento sembra quasi una frecciatina a coloro che, già ai tempi di “The Vampire Diaries”, criticavano il look scelto per questo straordinario personaggio, che invece è perfetto per lui.
Vediamo nuovamente Mary, la quale ancora una volta, come quasi tutti i Licantropi, si mostra un po’ troppo prevenuta nei confronti dei Vampiri. Non è che loro, i Licantropi per l’appunto, siano immacolati. E tuttavia, la sua presenza è un tassello importante in questo puzzle, visto che scopriamo che sa qualcosa su questa entità e proprio grazie a lei ci viene ricordato che fu suo marito, impazzito in quanto plagiato dall’Ombra, a uccidere i genitori di Hayley perché questi ultimi collaboravano con i Vampiri di New Orleans (e anche con Marcel, dunque).
Il discorso di Hayley a Elijah, su ciò che lei ha fatto per trovare i suoi genitori, si ricollega alla quarta stagione di “The Vampire Diaries”, a Shane.
E proprio come Hayley, non ci si può non chiedere se questo nemico sia antico, più volte combattuto e, in particolare, se non sia tutto legato a lei, Hayley, ai Labonair, se non abbia dato loro la caccia. Sembra quasi un cerchio: i genitori di Hayley (e forse Hayley stessa) e ora Hope, che dai Labonair discende per parte materna.
In effetti c’è da augurarsi che sia così, perché questo darebbe finalmente spessore alla storia della famiglia di Hayley, rimasta nebulosa nelle tre passate stagioni, e quindi ne aggiungerebbe anche alla stessa Hayley.

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La scena con Freya e Klaus, una volta tornati a casa, è molto bella; Klaus dà alla sorella la perfetta risposta in merito a Marcel, ulteriore dimostrazione che ha imparato la lezione. Ciò che è interessante, inoltre, è lo sguardo attento e osservatore di Elijah, che evidentemente capisce bene cosa Klaus provi davvero e comprende che quel cambiamento da lui tanto auspicato è iniziato. E infatti è questo che gli vediamo dire a Marcel, poco dopo, parlando di Klaus e Hope: “He’s changing. She has changed him”. Il che è assolutamente vero.

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E così, Elijah dimostra ancora una volta quanto possa essere ferreo e inflessibile, persino spietato, quando si tratta della salvezza della sua famiglia, non solo fisica, ma anche morale; tuttavia, in questa sua minaccia per nulla velata c’è un particolare interessante che mostra, in un certo senso, la sua ben nota e spiccata umanità: Elijah non minaccia Marcel di morte, ma che farà pagare a chiunque dei tentativi di far regredire Klaus al mostro che è stato per secoli. Tralasciando il nobile intento (cioè evitare, per l’appunto, che Klaus torni a essere quel mostro, quindi salvare e tutelare l’anima del fratello minore), c’è un’altra considerazione da fare, ovvero il fatto che Elijah non voglia più sperimentare l’orrore e il dolore provati per aver fatto del male a Marcel.

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FREYA E L’OMBRA

In primo luogo, è bellissima la scena del rituale che la maggiore dei Mikaelson compie per scoprire gli intenti dell’Ombra, così come il dialogo-scontro con Klaus, in cui vediamo Freya fare riferimento al caratteraccio del fratello minore.
Allo stesso modo, splendido il modo in cui Elijah arriva proprio in soccorso di Freya (“Need a hand?”) per farsi canalizzare dalla sorella e darle la sua forza, darle maggior potere contro l’Ombra, entrambi in soccorso di Klaus. Una palese dimostrazione del principio espresso da Elijah nel backdoor pilot, “Family is power”. Letteralmente, visto che sono tutti esseri magici, quindi dotati di potere.

tumblr_oofnu4kTxe1vjjy3yo2_250Davvero sinistra la casa protetta e “bloccata” dall’Ombra e impressionante la sua manifestazione quasi fisica: vediamo degli occhi e delle mani emergere da quella che letteralmente è oscurità divenuta tangibile. Molto bella l’inquadratura dei tre fratelli dinanzi a essa e Freya questa volta è la salvatrice della Patria. Bisogna, però, fare una considerazione critica: la presenza di Kol in questo momento sarebbe vitale, lui che per mille anni ha studiato la Magia e la conosce forse meglio di chiunque altro, persino di Freya.

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Piccola considerazione sullo scorso episodio: avete notato il simbolo sull’amuleto che brandiva Will?

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Vedendo Marcel ferito e perdere sangue sul pavimento la domanda è sorta inevitabile: può considerarsi un tributo di sangue e quanto può valere? Possibile che la pozione di Freya l’abbia vanificato? Ovviamente, la prima risposta era sì e la seconda no. Sul quanto può valere siamo ancora incerti, ma sappiamo che quel sangue ha permesso la creazione di un’arma per uccidere gli Originari, che di certo le Streghe (lo abbiamo pensato tutti che quel tizio fosse un traditore, immagino… lo do per scontato) non possono rivolere a New Orleans. Resta la questione Marcel, che la nostra bella vampira sembra davvero voler proteggere (mi piacevano tanto insieme, finché non siamo arrivati a questa rivelazione… a questo punto dovrà morire, ma questa svolta narrativa le dà spessore, non lo si può negare). Prova realmente qualcosa per lui o semplicemente vuole per sé la creatura più potente perché utile? E perché lei vuole vendicarsi degli Originari? Per Lucien?

Sull’Ombra arriva un’altra rivelazione: era bandita in un’altra dimensione, dove era stata rinchiusa dagli Spiriti Ancestrali, e il fatto che questi fossero legati alla magia delle Streghe di New Orleans permetteva loro, in qualche modo, di tenerla a bada e rinchiusa proprio in quella dimensione. Lo spezzarsi del legame, a opera di Vincent, ha aperto le porte all’Ombra.
Quindi: per non avere l’Ombra bisognava tenersi gli Spiriti Ancestrali; se si vuole essere liberi dagli Spiriti Ancestrali si subisce l’Ombra. Fatemelo dire: #MaiUnaGioia.

 

Articolo originale a cura di Sam80 del TVD Italia.

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